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Polemiche in Spagna per il restauro del cimitero dei legionari fascisti

In Attualità on 21 settembre 2011 at 16:39

Si teme possa attrarre il turismo “nero”, ma il Comune difende il progetto

(Ansa) – Madrid, 19 set – E’ stato restaurato completamente con l’obiettivo di trasformarlo in attrazione turistica, ma il timore e’ che possa diventare meta di pellegrinaggio di nostalgici del fascio. Dopo il ‘lifting’, e’ tornato come nuovo il ‘cimitero degli italiani’ di Campillo de Llerena, vicino a Badajoz, lungo il confine con il Portogallo, costruito nel 1937 per i ‘volontari’ mandati da Benito Mussolini ad appoggiare il colpo di stato del futuro dittatore spagnolo Francisco Franco contro la Repubblica spagnola. Il quotidiano Publico osserva polemicamente che oggi e’ ”un cimitero turistico-fascista”. Le nicchie alla andalusa di mattonelle rosa con le porte bianche adornate da una croce nera, i vialetti ordinati, i muri immacolati della cappella, sembrano appena finiti, cosi’ come la grande croce nera. ”Deponi un fiore e prega per i soldati spagnoli e per i legionari italiani della brigata Frecce Azzurre caduti eroicamente per la Spagna e per la civilta’ mondiale. Giugno 1937, Anno I del Trionfo”, recita la lapide ai piedi della croce. Il ‘cimitero fascista’ del piccolo comune della Extremadura nell’estate del 1937 ospitava 43 salme, nove delle quali di soldati italiani della brigata mista italo-spagnola ‘Frecce Azzurre’ comandata dal colonnello Mario Guassardo Gusberti. Tutti uccisi nei combattimenti nella Sierra de la Grana e in quella de Argallen o a El cerro del Madonal contro le forze legali della Repubblica spagnola. Negli anni successivi il cimitero venne ampliato per accogliere fino a un centinaio di morti franchisti. Dopo la guerra civile (1936-39) per ordine del dittatore i resti degli italiani vennero trasferiti all’ossario di Sant Antonio di Padova a Saragozza, ma per la gente del posto il cimitero rimase ‘degli italiani’. Dopo la fine del franchismo rimase praticamente abbandonato. Ora il piccolo comune di Campillo de Llerena (1485 anime) ha deciso di restaurarlo e di farne una attrazione per turisti, con l’appoggio del Fondo di sviluppo regionale europeo (Feder, 34mila euro), della regione (6mila), dell’esercito (3.800) e con i mille euro usciti dalla casse municipali. Una operazione che ha suscitato critiche fra gli anti-franchisti storici. ”Campillo deve sfruttare il poco che ha. Leggi il seguito di questo post »

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Mussolini: nel ’45 progettava la fuga in Spagna

In Fascismo (1919-1943) on 11 ottobre 2010 at 09:01

Rivista Anpi: Durante autopsia spuntò fuori una lettera…

Roma, 7 ott. (Apcom) – Quando Benito Mussolini nell’aprile 1945 venne arrestato a Dongo dai partigiani della ’52ma Brigata Garibaldì, alla testa di una colonna di auto con tutti i membri del governo della repubblichina di Salò, stava dirigendosi verso la Svizzera, ma in realtà, molto probabilmente, la meta finale era la Spagna. La rivelazione – contenuta tra i documenti sulla autopsia del duce condotta all`Istituto di Medicina Legale dell`Università di Milano dai professori Caio Mario Cattabeni e Pierluigi Cova il 30 aprile del 1945 – è pubblicata in esclusiva dalla rivista dell’Anpi “Patria indipendente”. Era stato proprio il professor Cova che, nella relazione peritale, ai fogli numero X, XI e XII spiegava di aver rinvenuto, nella tasca posteriore dei pantaloni di Mussolini (indossava quelli della Milizia e mutande di lana lunghe) una busta gialla con un foglio in carta intestata del consolato spagnolo di Milano. La lettera era datata 14 settembre 1944 e scritta a macchina in lingua spagnola. Spiegava che i titolari della missiva erano i coniugi «Isabella y Alonso…» di nazionalità spagnola, profughi della guerra che chiedevano di rientrare in patria. Leggi il seguito di questo post »