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Basi segrete Usa per droni in Corno d’Africa e Arabia

In Attualità on 23 settembre 2011 at 14:19

(Agi/Reuters) – Washington, 21 set. – Per rafforzare la ampagna contro al-Qaedae i suoi alleati, gli Stati Uniti tanno creando nel Corno d’Africa, nella Penisola arabica e nche altrove una catena di basi segrete destinate ai droni, gli aerei-spia telecomandati e privi di equipaggio a bordo con cui colpire obiettivi terroristici soprattutto nello Yemen e in Somalia, esattamente come già avviene da tempo, per esempio, in Pakistan o in Afghanistan: lo riferisce oggi il quotidiano “The Washington Post”, che cita fonti riservate dell’amministrazione Usa. Una delle nuove basi è in fase di completamento in Etiopia, un’altra funziona già da tempo a Gibuti, mentre una terza è stata installata alle Seychelles, da dove le operazioni dei droni, detti anche ’hunter-killers’ (cacciatori-uccisori; ndr), sono iniziate durante il mese in corso, dopo che una missione sperimentale in Somalia, partita dall’arcipelago in pieno Oceano Indiano, aveva dimostrato la piena fattibilità di pattugliamenti a una distanza tanto ingente, quasi 1.300 chilometri in linea d’aria. Secondo le fonti, l’iniziativa si concentra in quella particolare area perchè è appunto là, hanno spiegato le fonti, che «si stanno sviluppando i punti caldi» per le attività anti-terrorismo. Leggi il seguito di questo post »

Libia: Berlusconi e le occasioni dell’Italia

In Attualità on 25 febbraio 2011 at 15:04

Roma, 25 feb (Il Velino) – La telefonata di Barack Obama a Silvio Berlusconi, Nicolas Sarkozy e James Cameron segna un punto di svolta pratico e politico nella crisi libica, ma anche e soprattutto uno spartiacque per il ruolo attuale e futuro dell’Italia, e del capo del governo in particolare. Anche ai fini della politica interna. In questi giorni l’opposizione si è ingegnata a dipingere un Berlusconi quasi isolato dal consesso internazionale a causa della sua eccessiva benevolenza verso Gheddafi. In realtà, come ha notato giorni addietro Sergio Romano sul Corriere della Sera, quello del premier è stato soprattutto un fatto di stile, non di sostanza. Il vero sdoganamento del raìs è stato deciso e attuato dagli Usa, in particolare dall’amministrazione Bush quando ha lanciato la sua teoria delle alleanze a geometria variabile contro Al Qaeda. Washington ha sospeso le sanzioni alla Libia nel 2004 e cancellato Tripoli dalla black list degli stati canaglia nel 2006, invitando anzi le aziende americane a investire nel paese del Colonnello. A ruota il governo inglese ha liberato il capo del commando di Lockerbie, Abdel Basset al-Megrahi, mentre la Bp firmava l’accordo per il suo maxi-giacimento. La realpolitik domina notoriamente la politica estera. Ancora di più in un momento come questo, nel quale l’Occidente rischia di farsi sfuggire di mano la situazione nello scacchiere strategico del Maghreb sostanzialmente per tre fattori: le passate indecisioni di Obama, l’assenza assoluta di strategia e coordinamento dell’Unione europea e dei singoli governi europei e soprattutto l’urgenza di capire come è davvero nato questo strike che ha colpito in neppure un mese Ben Alì, Moubarak, Gheddafi e in un futuro prossimo probabilmente l’algerino Boutifleka. Leggi il seguito di questo post »

Eichmann: Germania e Usa sapevano dove si nascondeva

In Nazionalsocialismo (1933-1945) on 13 gennaio 2011 at 17:02

Ma non agirono per non coinvolgere il governo, l’Italia e il Vaticano

Roma, 12 gen. (TMNews) – I servizi segreti di Stati Uniti e Germania conoscevano il luogo dove si nascondeva Adolf Eichmann, il braccio destro di Hitler che fu il registra operativo della cosiddetta «soluzione finale» (lo sterminio degli ebrei), e questo anche 10 anni prima dell’intervento israeliano che nel 1969 rapì il criminale nazista per sottoporlo a un processo che fece scalpore in tutto il mondo. La notizia è stata data dalla rivista tedesca Bild che sulla base di nuovi documenti resi pubblici solo adesso dagli archivi di Monaco mostrano come Germania e Usa sapessero almeno dal 1952 che Eichmann viveva in Argentina sotto il nome di Ricardo Klement. Secondo alcuni studiosi l’inazione di tedeschi e americani, che tollerarono la latitanza di Eichmann, fu determinata dal desiderio di proteggere alcuni funzionari vaticani che aiutarono Eichmann e vari altri gerarchi tedeschi a fuggire in America Latina. In una delle carte di archivio pubblicate da Bild e datate 1952 si legge: «Il colonnello delle SS Eichmann non si trova in Egitto ma risiede in Argentina sotto il falso nome di Clemens. Il suo indirizzo è noto al direttore del giornale tedesco pubblicato in Argentina Der Weg».