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Libia: dal libro verde alle amazzoni, un regime fondato sui simboli

In Attualità on 29 agosto 2011 at 16:56

Tripoli, 22 ago. – (Aki) – Dal Libro Verde alle amazzoni, dalla residenza-bunker di Bab al-Aziziya alla celebre tenda beduina, senza dimenticare la famosa Piazza Verde di Tripoli, i 41 anni alla guida della Libia di Muammar Gheddafi sono stati caratterizzati da ’stravaganzè e ostentati simboli di potere. Tutto è iniziato con le ’profeziè contenute nel Libro Verde, il testo pubblicato tra il 1975 e il 1979 che racchiude la dottrina politica del leader libico. Il volume, in cui vengono descritti gli ideali dello stato islamico-socialista, contiene quelli che, senza temere di apparire immodesto, lo stesso colonnello ha definito come i principi della «terza teoria universale». Si basa sul testo l’articolazione dello stato libico, che non ha una Costituzione. Nel libro, scritto dal Gheddafi condottiero e ideologo, è esposta in maniera sintetica la sua visione della democrazia e dell’economia, prendendo le distanze tanto dal modello occidentale, accusato di non essere democratico, che dal comunismo. Leggi il seguito di questo post »

Libia: Berlusconi e le occasioni dell’Italia

In Attualità on 25 febbraio 2011 at 15:04

Roma, 25 feb (Il Velino) – La telefonata di Barack Obama a Silvio Berlusconi, Nicolas Sarkozy e James Cameron segna un punto di svolta pratico e politico nella crisi libica, ma anche e soprattutto uno spartiacque per il ruolo attuale e futuro dell’Italia, e del capo del governo in particolare. Anche ai fini della politica interna. In questi giorni l’opposizione si è ingegnata a dipingere un Berlusconi quasi isolato dal consesso internazionale a causa della sua eccessiva benevolenza verso Gheddafi. In realtà, come ha notato giorni addietro Sergio Romano sul Corriere della Sera, quello del premier è stato soprattutto un fatto di stile, non di sostanza. Il vero sdoganamento del raìs è stato deciso e attuato dagli Usa, in particolare dall’amministrazione Bush quando ha lanciato la sua teoria delle alleanze a geometria variabile contro Al Qaeda. Washington ha sospeso le sanzioni alla Libia nel 2004 e cancellato Tripoli dalla black list degli stati canaglia nel 2006, invitando anzi le aziende americane a investire nel paese del Colonnello. A ruota il governo inglese ha liberato il capo del commando di Lockerbie, Abdel Basset al-Megrahi, mentre la Bp firmava l’accordo per il suo maxi-giacimento. La realpolitik domina notoriamente la politica estera. Ancora di più in un momento come questo, nel quale l’Occidente rischia di farsi sfuggire di mano la situazione nello scacchiere strategico del Maghreb sostanzialmente per tre fattori: le passate indecisioni di Obama, l’assenza assoluta di strategia e coordinamento dell’Unione europea e dei singoli governi europei e soprattutto l’urgenza di capire come è davvero nato questo strike che ha colpito in neppure un mese Ben Alì, Moubarak, Gheddafi e in un futuro prossimo probabilmente l’algerino Boutifleka. Leggi il seguito di questo post »