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Posts Tagged ‘garibaldi’

Libri/E la Rsi mise Garibaldi in camicia nera contro i partigiani

In Recensioni librarie e cinematografiche on 2 aprile 2011 at 09:05

In un libro della studiosa Elena Pala, la rilettura dell’eroe risorgimentale fatta a Salo’ dal Minculpop

Roma, 29 mar (Il Velino) – Rossa per eccellenza ma trasformata in nera per ragioni ideologiche. Quale unico protagonista del Risorgimento in grado di riscuotere apprezzamento trasversale, appare quasi inevitabile che con la Seconda guerra mondiale anche il colore della blusa di Garibaldi finisse per essere manipolato. A ricostruire la storia di questa distorsione “a tavolino” e’ un libro della studiosa Elena Pala, che la casa editrice Mursia manda in libreria in questi giorni: “Garibaldi in camicia nera. Il mito dell’Eroe dei Due Mondi nella Repubblica di Salo'”. Lasciando spazio soprattutto al linguaggio iconografico (dalla stampa alla produzione propagandistica spicciola), l’autrice mostra come il generale nizzardo fu davvero un personaggio bipartisan, buono per tutti e quindi da tutti rivendicato: moderati e democratici, monarchici e repubblicani, interventisti e neutralisti, fascisti e antifascisti, ragazzi di Salo’ e partigiani. Col paradosso, pero’, che proprio durante la Seconda guerra mondiale fini’ per essere particolarmente “inflazionato”: modello di eroe nazional-popolare per i partigiani di sinistra, esempio di educazione patriottica e militare per la Repubblica di Salo’. Ma anche gli Alleati ne utilizzarono la figura, dal momento che nel giugno 1944 gli americani pubblicarono nel fumetto “True Comics” le strisce di “Garibaldi Fighter for a free Italy”. “Ma non si assiste solo allo sdoppiamento della memoria tra sinistra e destra – scrive Pala -. Si afferma anche una divaricazione della sua immagine all’interno dello stesso campo fascista”. Leggi il seguito di questo post »

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Libri: “Il Risorgimento senza padri né eredi”

In Recensioni librarie e cinematografiche on 30 marzo 2011 at 23:10

(Ansa) – Roma, 25 mar – Emilio Gentile “Italiani senza padri” (Laterza, pp. 190 – 12 euro).
Perché gli italiani hanno un cosí cattivo rapporto con le proprie origini, ovvero con le radici risorgimentali da cui nasce lo stato italiano? Perch? hanno rinunciato ai propri padri fondatori? E per quale ragione ci sentiamo tutti italiani, ma non cittadini di uno stato nazionale? Nel pieno dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Italia unita, compleanno tanto importante quanto uno dei piú irrequieti per il nostro paese, Emilio Gentile, autorevole studioso del fascismo e delle religioni della politica, indaga il rapporto che la società italiana ha con il Risorgimento. Lo fa in una lunga conversazione raccolta dall’inviata di Repubblica Simonetta Fiori in ‘Italiani senza padri. Intervista sul Risorgimento’, ripercorrendo un secolo e mezzo di storia attraverso la lente del rapporto con gli eventi che portarono all’unità e nel confronto con le voci piú autorevoli della storiografia italiana e straniera. Attento alla questione nazionale sin dall’inizio degli anni Settanta, quando i temi della patria e del sentimento nazionale non erano reputati ”degni di considerazione storiografica”, nella sua riflessione odierna Gentile parte dall’istantanea della prima Italia, quella del 1861, unita ma sin dall’inizio divisa dagli antagonismi dei suoi protagonisti e dalle diverse idee di cosa il paese e i suoi cittadini dovessero diventare. Una caratteristica che sembrerebbe permanente e peculiare, di certo mai risolta, della quale Gentile analizza cause, passaggi storici e conseguenze. Leggi il seguito di questo post »