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Serbia: chiesta rimozione busto di Tito dal Parlamento

In Attualità on 1 marzo 2011 at 17:13

(Ansa) – Belgrado, 24 feb – Il Movimento per il rinnovamento serbo (Spo), un piccolo partito che fa parte della coalizione di governo democratica e riformista a Belgrado, ha chiesto la rimozione dal parlamento del busto dell’ex leader jugoslavo Josip Broz Tito e di altri vecchi esponenti del regime comunista. In una nota al presidente del parlamento, Slavica Djukic-Dejanovic, l’Spo – il cui leader e’ l’ex monarchico Vuk Draskovic – si denuncia l’attivita’ di ”dittatori comunisti che hanno causato enormi danni e sofferenze ai cittadini della Serbia”, la cui immagine ”non puo’ essere affiancata alla democrazia che il parlamento serbo deve riflettere”. ”Provate a immaginare busti di Goebbels, Goering o Hitler al Bundestag, un busto di Stalin alla Duma o un busto di Ceausescu al parlamento romeno”, ha detto l’Spo nella sua nota diffusa dai media serbi. Tito fu presidente e leader della vecchia Federazione jugoslava dal 1945 fino alla sua morte nel 1980.

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Foibe: Istriani, revoca onorificenze Tito o disertiamo cerimonie

In Attualità on 6 febbraio 2011 at 21:39

Altrimenti non presenzieranno a cerimonia Quirinale

(Ansa) – Trieste, 4 feb – Josip Broz, piu’ noto come maresciallo Tito, a capo della Jugoslavia dalla fine della seconda guerra mondiale alla morte, nel 1980, e’ ancora tra i cavalieri di Gran Croce della Repubblica Italiana. Lo denuncia l’Unione degli Istriani, chiedendo la revoca dell’onorificenza. Il presidente dell’associazione, Massimiliano Lacota, ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendogli di ”voler procedere all’annullamento immediato del titolo di cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, cioe’ l’onorificenza piu’ alta prevista dagli ordinamenti di benemerenza internazionale”. L’onorificenza fu conferita il 2 ottobre 1969, come si legge sul sito del Quirinale, dall’allora presidente Giuseppe Saragat. ”E’ semplicemente orribile e disgustoso – ha spiegato Lacota – che lo Stato italiano riconosca il dramma delle Foibe e allo stesso tempo annoveri tra i suoi piu’ illustri insigniti proprio chi ordino’ i massacri e la pulizia etnica degli Italiani d’Istria, ovvero il dittatore comunista Tito”. L’Unione degli Istriani, si legge in una nota, ”informa che senza il ritiro da parte del Presidente della Repubblica dell’onorificenza concessa a Tito, nessun rappresentante potra’ partecipare alla Cerimonia del 10 febbraio, Giorno del ricordo per le vittime delle foibe, al Quirinale”.