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Posts Tagged ‘ucraina’

Ucraina/ Corte costituzionale: no a bandiera rossa simbolo paese

In Attualità on 25 giugno 2011 at 13:26

L’aveva reintrodotta il presidente Yanukovich Kiev, 17 giu. (TMNews) – L’utilizzo della bandiera rossa simbolo della Grande Guerra Patriottica (1941-1945) è contrario alla Costituzione. Lo ha stabilito oggi la Corte costituzionale ucraina ribaltando le decisioni recenti di capo di stato e governo. Lo scorso maggio il presidente Victor Yanukovich aveva controfirmato la legge approvata dal parlamento su iniziativa del Partito delle regioni che permetteva di affiancare allo stendardo gialloblu ucraino anche il vessillo sovietico. La polemica tra governo e opposizione, che ha accusato Yanukovich di voler fare propaganda comunista, era culminata il 9 maggio, anniversario della vittoria sul nazismo, con i violenti scontri a Leopoli tra estremisti nazionalisti e nostalgici dell’Urss. La Corte costituzionale ha motivato la decisione sottolineando come la legge fondamentale ucraina non elenca che tra i simboli nazionali la vecchia bandiera rossa. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’indipendenza da Mosca l’Ucraina ha introdotto la classica bandiera con i colori tradizionali, l’azzurro cielo simbolo della pace e il giallo grano, simbolo appunto della prosperità che viene dalla terra. Durante il periodo sovietico la bandiera nazionale, adottata per la prima volta nel 1918, era stata bandita, sostituita da una in cui il giallo veniva rimpiazzato dal rosso corredato di falce e martello. L’utilizzo della bandiera rossa simbolo della Grande Guerra Patriottica (1941-1945) è contrario alla Costituzione. Lo ha stabilito oggi la Corte costituzionale ucraina ribaltando le decisioni recenti di capo di stato e governo. Lo scorso maggio il presidente Victor Yanukovich aveva controfirmato la legge approvata dal parlamento su iniziativa del Partito delle regioni che permetteva di affiancare allo stendardo gialloblu ucraino anche il vessillo sovietico. Leggi il seguito di questo post »

Ucraina, Werwolf: la seconda tana di Hitler presto sito turistico

In Nazionalsocialismo (1933-1945) on 16 febbraio 2011 at 15:35

Meno famosa della ‘Tana del lupo’, il Fueher vi alloggiò 3 volte

Kiev, 14 feb. (TMNews) – Non é famoso come la Wolfschanze (la Tana del lupo), ma rischia di diventarlo presto: il Werwolf (il Lupo mannaro), il secondo quartiere generale di Hitler durante la Seconda guerra mondiale, diventerà a primavera inoltrata un’area museale dove guide in tenuta dell’Armata rossa condurranno i turisti tra le rovine dei bunker situato nei pressi di Vinnytsia, città a 260 km a sud-ovest di Kiev. Secondo il quotidiano Segodnia dai primi di maggio, in concomitanza con l’anniversario della vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo (9 maggio), il Wervolf sarà accessibile ai visitatori. “Vogliamo mostrare come Hitler voleva distruggere l’Urss e come tanti abbiano sofferto sotto il nazismo”, ha dichiarato il governatore regionale Mykola Djiga, convinto che il memoriale ucraino servirà anche a dare un impulso turistico alla zona. Costruito tra il 1941 e il 1942 in un bosco a una decina di km da Vinnytsia, il Werwolf era costituito da tre bunker e una ventina di baracche di legno di cui oggi resta poco o nulla. Hitler vi alloggiò solo tre volte: dal luglio all’ottobre del 1942, dal febbraio al marzo e poi nell’agosto del 1943. Nel 1944 le truppe sovietiche dell’Armata rossa, dopo aver liberato Kiev, sulla strada verso occidente presero il quartier generale e fecero esplodere il bunker. I nazisti se ne erano già andati. Leggi il seguito di questo post »

Ucraina: è guerra di monumenti tra nazionalisti e comunisti

In Attualità on 28 agosto 2010 at 10:10

Nel nord statua partigiani filonazisti, nel sud busto Stalin Roma, 20 ago. (Apcom-Nuova Europa) – A pochi giorni dal 19esimo anniversario dell’indipendenza del paese da Mosca (24 agosto 1991) l’Ucraina si trova ancora impantanata nel passato, quello sovietico, che divide ancora non solo le ali più estreme della politica, ma anche la società. Lo si vede, oltre che nei dibattiti parlamentari in cui i politici di oggi si rinfacciano a vicenda i diversi giudizi storici sulle vicende del passato (come la grande carestia avvenuta in tempo staliniano che causò la morte di milioni di ucraini: per alcuni un genocidio, per altri una disgrazia comune ad altre repubbliche dell’Urss), ma anche in quella che sta diventando una vera e propria guerra di monumenti, dove vecchi nostalgici e giovani estremisti sembrano essersi messi d’accordo per esasperare le diverse posizioni. L’ultimo capitolo è l’erezione di un piccolo monumento – in un bosco vicino a Lutsk, nel villaggio di Harazhdzha, nella regione della Volinia vicino al confine polacco – dedicato ad alcuni soldati dell’Upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, morti qui nel 1946. Piuttosto che cadere nella mani della stalinista Nkvd, si fecero saltare con una granata. L’iniziativa è stata presa dal gruppo locale di veterani dell’Upa e dell’Oun (l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini di cui l’Upa era il braccio armato) rappresentati da Volodymyr Domansky, all’inaugurazione erano accompagnati da giovani esponenti del movimento nazionalista Alleanza Nazionale. Durante la seconda guerra mondiale l’Upa fu costituito proprio in Volinia, nel 1942, e alla sua testa ci fu Roman Shukhevych, che combatté a fianco dei nazisti contro l’Armata rossa sovietica. In Volinia, regione polacca sino al 1939 e poi sovietica, i nazionalisti ucraini dell’Upa parteciparono a massacri nei confronti della popolazione polacca e di ebrei. Nelle zone nordoccidentali dell’Ucraina, dalla Galizia alla Volinia appunto con un passato secolare tra i regni polacchi e gli Asburgo, chi combattè per l’indipendenza e contro i sovietici è considerato un eroe. L’ex presidente Victor Yushchenko, eroe della rivoluzione arancione con un grande sostegno all’ovest, conferì durante il suo mandato il titolo di “Eroi dell’Ucraina” a Roman Shukhevych e Stepan Bandera, altro leader nazionalista molto discusso. Nelle zone del sud del paese invece, dove la storia è cominciata al più tardi con gli zar, se non con la fondazione delle città industriali verso la fine dell’1800, la memoria e gli eroi sono altri. Così, dopo l’erezione del busto di Stalin a Zaporozhe, un paio di mesi fa, arriva la notizia che a Odessa, sulle sponde del Mar Nero, sarà inaugurato il 9 maggio 2011, in occasione della festa della vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale, un nuovo monumento a Stalin. Leggi il seguito di questo post »