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Posts Tagged ‘mussolini’

A Bolzano un museo dedicato al fascismo e al nazismo

In Attualità on 3 gennaio 2012 at 17:42

(Agi) – Bolzano, 3 gen. – A Bolzano, nella cripta del contestato Monumento alla Vittoria, sorgerà un museo dedicato  a fascismo e nazismo. Un centro di documentazione volto a documentare la storia dell’arco progettato da Marcello Piacentini negli anni ’30 e le sue intenzionalità celebrative e storiche, nel quadro delle vicende della città di Bolzano dal 1918 al 1945. L’accordo del percorso espositivo pubblico è stato firmato oggi da rappresentante dello Stato (commissario del governo Fulvio Testi), Provincia (l’assessore Sabina Kasslatter Mur), Comune di Bolzano (presente il sindaco Luigi Spagnolli) e dal direttore dei Beni Culturali, Ugo Soragni. Il commissario del governo Fulvio Testi ha parlato di «obiettivo storicò» mentre l’assessore Kasslatter Mur ha affermato che «il monumento deve diventare un monito, liberato della sua carica ideologica e reso accessibile al pubblico». Il primo cittadino del capoluogo altoatesino Spagnolli ha sottolineato l’importanza «di aprire alla popolazione nuovi spazi per approfondire il periodo storico su cui poggia la nostra convivenza e per costruire, attraverso la conoscenza, un futuro di pace». Il centro documenterà in 13 locali e su 700 metri quadrati la storia del Monumento alla Vittoria e i suoi significati ideologici. Leggi il seguito di questo post »

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Polemiche in Spagna per il restauro del cimitero dei legionari fascisti

In Attualità on 21 settembre 2011 at 16:39

Si teme possa attrarre il turismo “nero”, ma il Comune difende il progetto

(Ansa) – Madrid, 19 set – E’ stato restaurato completamente con l’obiettivo di trasformarlo in attrazione turistica, ma il timore e’ che possa diventare meta di pellegrinaggio di nostalgici del fascio. Dopo il ‘lifting’, e’ tornato come nuovo il ‘cimitero degli italiani’ di Campillo de Llerena, vicino a Badajoz, lungo il confine con il Portogallo, costruito nel 1937 per i ‘volontari’ mandati da Benito Mussolini ad appoggiare il colpo di stato del futuro dittatore spagnolo Francisco Franco contro la Repubblica spagnola. Il quotidiano Publico osserva polemicamente che oggi e’ ”un cimitero turistico-fascista”. Le nicchie alla andalusa di mattonelle rosa con le porte bianche adornate da una croce nera, i vialetti ordinati, i muri immacolati della cappella, sembrano appena finiti, cosi’ come la grande croce nera. ”Deponi un fiore e prega per i soldati spagnoli e per i legionari italiani della brigata Frecce Azzurre caduti eroicamente per la Spagna e per la civilta’ mondiale. Giugno 1937, Anno I del Trionfo”, recita la lapide ai piedi della croce. Il ‘cimitero fascista’ del piccolo comune della Extremadura nell’estate del 1937 ospitava 43 salme, nove delle quali di soldati italiani della brigata mista italo-spagnola ‘Frecce Azzurre’ comandata dal colonnello Mario Guassardo Gusberti. Tutti uccisi nei combattimenti nella Sierra de la Grana e in quella de Argallen o a El cerro del Madonal contro le forze legali della Repubblica spagnola. Negli anni successivi il cimitero venne ampliato per accogliere fino a un centinaio di morti franchisti. Dopo la guerra civile (1936-39) per ordine del dittatore i resti degli italiani vennero trasferiti all’ossario di Sant Antonio di Padova a Saragozza, ma per la gente del posto il cimitero rimase ‘degli italiani’. Dopo la fine del franchismo rimase praticamente abbandonato. Ora il piccolo comune di Campillo de Llerena (1485 anime) ha deciso di restaurarlo e di farne una attrazione per turisti, con l’appoggio del Fondo di sviluppo regionale europeo (Feder, 34mila euro), della regione (6mila), dell’esercito (3.800) e con i mille euro usciti dalla casse municipali. Una operazione che ha suscitato critiche fra gli anti-franchisti storici. ”Campillo deve sfruttare il poco che ha. Leggi il seguito di questo post »

Savoia: liason Mussolini-Maria José? Lo confermerebbe una lettera di donna Rachele

In Fascismo (1919-1943) on 21 settembre 2011 at 10:38

Il settimanale “Oggi” pubblica la lettera controfirmata di Rachele Mussolini in cui il figlio Romano le chiederebbe di confermarlo

Roma, 20 set. (Adnkronos) – La moglie di Benito Mussolini, Rachele, sapeva della sua ‘relazione intima’ con la principessa Maria Jose’ di Savoia. La quale scrisse anche lettere d’amore al Duce. Il settimanale ‘Oggi’, in edicola da domani (anche su http://www.oggi.it) pubblica una lettera controfirmata da Rachele Mussolini del 27 giugno 1971, in cui il figlio Romano le chiedeva di confermarlo. Scrive Romano: “Ho letto due o tre lettere della principessa Maria Jose’ dirette a papa’. Ricordo perfettamente di avere notato il senso piuttosto cordiale se non addirittura sentimentale di dette lettere. Per la verita’ storica vorrei avere da te conferma di cio’, e ti prego di sottoscrivermelo con una tua dichiarazione”. E Rachele scrive: ‘Confermo q.s. (quanto sopra)’. L’autenticita’ della lettera di Romano Mussolini e della firma di Rachele e’ stata confermata ad ‘Oggi’ da Maria Scicolone, ex moglie di Romano, che aggiunge: “Rachele mi confermo’ la liaison tra Maria Jose’ e Benito. Lo sapevano tutti in casa”.

Guerre, terrorismo e profezia Maya: gli affari d’oro dei costruttori di bunker

In Attualità on 30 agosto 2011 at 16:27

Mentre le foto dei bunker di Gheddafi stanno facendo il giro del mondo, in Italia c’è chi il suo bunker se lo sta costruendo, in gran segreto e pagandolo profumatamente. Certo che la situazione politica della Libia non è delle più tranquille e il raìs ha voluto correre ai ripari, ma anche gli italiani hanno le loro preoccupazioni tra cui, secondo gli addetti ai lavori, l’imminente fine del mondo fissata, secondo il calendario Maya, al 21 dicembre 2012. Cosa accadrà allora, lo sapremo tra circa 480 giorni, ma nel frattempo la profezia si sta già traducendo in un affare colossale per i costruttori di bunker e rifugi di tutto il mondo. In barba alla crisi generalizzata. La Matex Security di Pontedera, azienda attiva nel settore da 20 anni, ha visto addirittura «triplicare le  richieste rispetto al 2009, e la profezia Maya c’entra eccome», dichiara all’Adnkronos il titolare, Leonardo Remorini. I suoi clienti «sono commercianti, industriali e anche parlamentari – aggiunge – al momento stiamo costruendo un rifugio sull’Appennino, uno in Toscana, uno nella zona delle colline di Asti e uno per un industraile romano che ha venduto casa al mare per farsi il bunker in montagna». Di più non è dato sapere, perchè la collocazione dei bunker è top secret, ma normalmente vengono costruti in collina o in montagna. Leggi il seguito di questo post »

Libri/E la Rsi mise Garibaldi in camicia nera contro i partigiani

In Recensioni librarie e cinematografiche on 2 aprile 2011 at 09:05

In un libro della studiosa Elena Pala, la rilettura dell’eroe risorgimentale fatta a Salo’ dal Minculpop

Roma, 29 mar (Il Velino) – Rossa per eccellenza ma trasformata in nera per ragioni ideologiche. Quale unico protagonista del Risorgimento in grado di riscuotere apprezzamento trasversale, appare quasi inevitabile che con la Seconda guerra mondiale anche il colore della blusa di Garibaldi finisse per essere manipolato. A ricostruire la storia di questa distorsione “a tavolino” e’ un libro della studiosa Elena Pala, che la casa editrice Mursia manda in libreria in questi giorni: “Garibaldi in camicia nera. Il mito dell’Eroe dei Due Mondi nella Repubblica di Salo'”. Lasciando spazio soprattutto al linguaggio iconografico (dalla stampa alla produzione propagandistica spicciola), l’autrice mostra come il generale nizzardo fu davvero un personaggio bipartisan, buono per tutti e quindi da tutti rivendicato: moderati e democratici, monarchici e repubblicani, interventisti e neutralisti, fascisti e antifascisti, ragazzi di Salo’ e partigiani. Col paradosso, pero’, che proprio durante la Seconda guerra mondiale fini’ per essere particolarmente “inflazionato”: modello di eroe nazional-popolare per i partigiani di sinistra, esempio di educazione patriottica e militare per la Repubblica di Salo’. Ma anche gli Alleati ne utilizzarono la figura, dal momento che nel giugno 1944 gli americani pubblicarono nel fumetto “True Comics” le strisce di “Garibaldi Fighter for a free Italy”. “Ma non si assiste solo allo sdoppiamento della memoria tra sinistra e destra – scrive Pala -. Si afferma anche una divaricazione della sua immagine all’interno dello stesso campo fascista”. Leggi il seguito di questo post »

Unità d’Italia, sindaco Predappio: “Ricordare cosa è stato il fascismo”

In Attualità on 1 febbraio 2011 at 14:33

Il primo cittadino: «Non abbiamo fatto fino in fondo i conti col regime»

Roma, 01 feb (Il Velino) – Se sei il sindaco di Predappio, il paese che diede i natali a Benito Mussolini, può capitare ancora oggi «che salendo in un taxi a Roma qualcuno quasi si butti ai tuoi piedi» per nostalgismo. Oppure, che «in un comune dove da sempre governa il centrosinistra, ti invitino a parlare del Duce e ti becchi urla e insulti». Ma adesso che l’Italia festeggia i 150 anni della sua unità, questo secolo e mezzo di storia bisogna ricordarlo tutto, «non se ne possono ricordare 150 meno i 20 della dittatura», perchè «i conti con la nostra storia vanno fatti e questo Paese non ha fatto fino in fondo i conti con il fascismo». Ad affermarlo in un’intervista al sito dell’Anci è il sindaco Giorgio Frassineti. Eletto nel 2009 a capo di una lista civica di centrosinistra («Predappio democratica»), il primo cittadino romagnolo spiega in un’intervista al sito dell’Anci la sua idea di celebrazione: «La storia del nostro Paese dobbiamo ricordarla per intero, anche se non ci piace, perchè solo così si può evitare di ripetere gli errori del passato. Predappio, argomenta il primo cittadino, «potrebbe essere un luogo di studio in questo senso». Per la storia del ’900 e per la storia d’Italia. Prima di diventare famoso per il Duce, infatti, nel paesino romagnolo fece tappa anche Giuseppe Garibaldi. Dopo la disfatta della Repubblica romana nel 1849, l’Eroe dei due mondi alloggiò durante la sua fuga verso Venezia nella casa dove cinque anni dopo sarebbe nato Alessandro Mussolini, padre di Benito. Ma a Predappio durante la Seconda guerra mondiale fu anche attiva la Resistenza. E fu proprio un antifascista e partigiano come Adone Zoli, pure lui di Predappio, che da presidente del Consiglio nel 1957 decise di riportare il corpo di Mussolini a Predappio. Leggi il seguito di questo post »

Mussolini: nel ’45 progettava la fuga in Spagna

In Fascismo (1919-1943) on 11 ottobre 2010 at 09:01

Rivista Anpi: Durante autopsia spuntò fuori una lettera…

Roma, 7 ott. (Apcom) – Quando Benito Mussolini nell’aprile 1945 venne arrestato a Dongo dai partigiani della ’52ma Brigata Garibaldì, alla testa di una colonna di auto con tutti i membri del governo della repubblichina di Salò, stava dirigendosi verso la Svizzera, ma in realtà, molto probabilmente, la meta finale era la Spagna. La rivelazione – contenuta tra i documenti sulla autopsia del duce condotta all`Istituto di Medicina Legale dell`Università di Milano dai professori Caio Mario Cattabeni e Pierluigi Cova il 30 aprile del 1945 – è pubblicata in esclusiva dalla rivista dell’Anpi “Patria indipendente”. Era stato proprio il professor Cova che, nella relazione peritale, ai fogli numero X, XI e XII spiegava di aver rinvenuto, nella tasca posteriore dei pantaloni di Mussolini (indossava quelli della Milizia e mutande di lana lunghe) una busta gialla con un foglio in carta intestata del consolato spagnolo di Milano. La lettera era datata 14 settembre 1944 e scritta a macchina in lingua spagnola. Spiegava che i titolari della missiva erano i coniugi «Isabella y Alonso…» di nazionalità spagnola, profughi della guerra che chiedevano di rientrare in patria. Leggi il seguito di questo post »