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Cristofor Mercati, il perugino che conobbe Guido Keller

In Regno d'Italia (1861-1946) on 30 marzo 2012 at 12:53

Saggio di Valentino Quintana

Un’altra figura non molto ricordata della storia umbra, è quella di Cristoforo Mercati, detto Krimer. Erroneamente, molti siti internet riportano come suo luogo di nascita Viareggio, che in realtà, è la città dove si spense. Egli nacque invece a Perugia, nel 1908, (e non nel 1888 o 1877 come indicato sempre nella fallace rete virtuale) e visse nel capoluogo umbro per sedici anni. Per sua ammissione, la città fu il luogo “della famiglia, degli affetti e del primo amore”.

Famoso per le sue opere e per la sua pittura, fece parte fino al 1932 del movimento Futurista come artista e poeta. Dopo un soggiorno a Parigi, si legò al gruppo dei “Vàgeri” di Lorenzo Viani. Dopo essersi dedicato per un lungo periodo esclusivamente all’attività letteraria e giornalistica, tornò improvvisamente alla pittura nel 1950, inventando le sue “fantasie colorate”.

Era il 1927 quando Krimer ebbe un’esperienza che gli cambiò la vita: conobbe il legionario fiumano più particolare della storia: Guido Keller von Kellerer. Si incontrarono in una modesta trattoria, alle adiacenze del centro di Roma. Un classico ritrovo di poeti ed intellettuali dell’epoca, dove non potevano mancare i due giovani. Il loro primo incontro, fu fugace. Keller chiese al Mercati se fosse stato amante del volo, e, a risposta positiva, fissarono l’appuntamento per il giorno successivo, per solcare assieme i cieli. La sfortuna volle che l’aeroplano non partisse nel momento desiderato, ma diede il via ad una serie di incontri che terminò solo con la morte dell’aviatore nel 1929 ad Otricoli, presso Terni.

Per un giovane come il Mercati, Keller rappresentava un punto di riferimento, un eroe, quasi una visione del mondo. Bastò, per conoscersi, l’incontro dei loro sguardi e delle loro mani, che convergevano completamente.

Guido Keller nacque a Milano, nel 1893, da nobile famiglia. Lo spirito inquieto dell’aviatore, lo portò ad essere tra i primi piloti civili, e a distinguersi eroicamente nella grande guerra. Dopo la guerra, e dopo l’impresa di Fiume, Keller si ritirò, per un certo tempo a Fiesole, nella sua piccola casa. Partecipò alla grande gara aviatoria intitolata a Francesco Baracca, e atterrò in Umbria, nella terra di San Francesco. Non volle la gara, andò invece nei pressi di Assisi, ai piedi del Santuario, per salire in pellegrinaggio. Dopo la guerra Keller, animo inquieto, vagò per mete indefinite, quasi fosse un’anima infelice. “Sono figlio del sole” soleva dire!

Nell’agosto del 1928, Mercati e Keller si rividero sulla spiaggia di Ostia. Il pittore notò nell’aviatore uno scoramento infinito, incompreso persino nelle parole pronunciate dal dannunziano.

Le “puntarelle di cicoria” erano il piatto preferito di Keller, condiviso da Cristoforo Mercati. Mangiarono insieme, nel 1927, in una trattoria di Corso Umberto, a Roma, nominata “L’Aliciaro”. Il locale ospitava spesso personaggi come Marinetti, Bontempelli, Anton Giulio Bragaglia. Gli artisti conoscevano bene i due in questione. Entrambi, amavano la poesia e quel particolare stile di vita. Spesso, Keller, vagheggiava sulla realizzazione della Città di Vita, “un luogo degli artisti e per gli artisti. Una sorta di città senza leggi e senza agenti di polizia, senza cimiteri e senza banche”. Voleva ubicarla in un isolotto del Mediterraneo, senza strade simmetriche e privo ci case standard. Molti altri udirono il progetto, e vi ridevano, incapaci di comprenderne la natura onirica. Al contrario, ogni volta che Keller ne parlava, Krimer si entusiasmava, fantasticandone con Keller per ore. Arrivarono persino a proporre l’isola Maggiore del Lago Trasimento – l’Isola di Frate Francesco – come luogo prescelto. Doveva essere una sorta di opera d’arte, d’amore. Un progetto talmente ardito da essere irrealizzabile, ma proprio per questo, era spesso nelle conversazioni del pittore e dell’aviatore.

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I 90 anni del trattato di Rapallo

In Regno d'Italia (1861-1946) on 14 novembre 2010 at 16:42

Il 12 novembre 1920 fu siglato raccordo fra Italia e Jugoslavia

di Silvia Pedemonte
da Il Secolo XIX – Levante (12.11.2010, pagina 28)

Rapallo, 12 novembre 1920: 90 anni fa, a Rapallo veniva siglato il Trattato italo-jugoslavo. Sono gli anni in cui Rapallo è al centro del mondo: è del 6 e 7 novembre 1917 il Convegno interalleato di Rapallo; è del 16 aprile 1922, invece, il Trattato russo-tedesco. Siglato a Villa Spinola, a San Mi­chele di Pagana, con l’accordo l’Ita­lia e il Regno dei serbi, croati e slo­veni «desiderano stabilire tra loro un regime di sincera amicizia e cor­diali rapporti, per il bene comune dei due popoli. Il Regno d’Italia ri­conoscendo nella costituzione del­lo Stato vicino il raggiungimento di uno dei più alti fini della guerra da esso sostenuta stabilisce…» E l’ini­zio del testo del trattato, composto in tutto da nove articoli. L’accordo prevede per Fiume lo status di città autonoma, mentre vengono assegnate all’Italia Zara e le isole di Cherso, Lussino, Lagosta e Pelagosa; le altre isole e la Dalma­zia restano al nuovo Regno di Jugo­slavia. Leggi il seguito di questo post »