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Albania, si festeggia il 99° dell’indipendenza

In Attualità on 29 novembre 2011 at 10:32

(Agi) – Tirana, 28 nov. – Il Presidente della Repubblica albanese, Bamir Topi, ha celebrato a Valona il 99^ anniversario della indipendenza. Nella piazza della bandiera dove il 28 novembre del 1912 Isamil Qemali proclamo’ la nascita del nuovo Stato albanese, il Presidente Topi ha reso omaggio ai padri della indipendenza indicando proprio in Qemali un “modello di saggezza e di sacrificio”. Per il presidente Topi le due date fondamentali nella storia degli albanesi sono il 1912 con l’indipendenza e il 2008 con l’indipendenza del Kossovo. “Il nostro motto oggi – ha aggiunto Topi – e’ Albania sopra di tutto; adesso siamo due Stati indipendenti due Stati, pero’, con gli stessi sentimenti e aspirazioni, i nostri Stati hanno come base la eredita’ degli antenati e noi ci dobbiamo impegnare per il futuro europeo”. Ha festeggiato invece a Tirana il premier Sali Berisha che insieme al presidente del Parlamento Josefina Topalli e al sindaco di Tirana Lulzim Basha ha deposto corone di fiori al cimitero degli “eroi della nazione”. Celebreranno domani l’indipendenza e la liberazione dall’occupazione nazifascista i leader della opposizione socialista da sempre divisi dai democratici di Berisha anche sulla data “ufficiale “dei festeggiamenti.

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Le radici economiche dello scontro in Albania

In Attualità on 30 gennaio 2011 at 09:17

di Giuseppe Pennisi

Roma, 26 gen (Il Velino) – Le determinanti politiche – ossia i veri o presunti brogli alle ultime elezioni – si intrecciano con determinanti economiche che tocca con mano l’economista che arriva all’aeroporto di Tirana e passa alcuni giorni nel Paese. I dati ufficiali della contabilita’ economica nazionale, riportati anche da alcuni quotidiani italiani di grande diffusione, mostrano un Paese in rapida crescita il cui Pil pro capite sarebbe quintuplicato dalla caduta del comunismo ad oggi e la cui distribuzione del reddito (con una curva di Lorenz del 26 per cento) sarebbe prossima a quella della Scandinavia. Arduo comprendere perche’ in un Paese relativamente piccolo (poco piu’ di tre milioni di abitanti in un territorio montagnoso pari a circa un terzo di quello della Puglia) caratterizzato da una forte crescita e da un’equa distribuzione dei suoi benefici sia in atto uno scontro violento. L’economista con esperienza in Paesi in via di sviluppo e’ consapevole di come i dati della contabilita’ economica nazionale (specialmente quelli sulla distribuzione del reddito) debbano essere presi con le molle, anzi con diffidenza (specialmente se la struttura di produzione e’ dominata da costruzioni, pubblica amministrazione, commercio e agricoltura/ pastorizia di sussistenza). Nel giugno scorso, per una serie di lezioni a un programma di master per dirigenti pubblici, facendo il percorso dallo sfavillante aeroporto di Tirana (molti Paesi in via di sviluppo si dotano di aerostazioni di rango in quanto le considerano il primo biglietto da visita che mostrano al visitatore straniero) al centro della citta’, conversando con gli allievi – alti funzionari dello Stato e degli enti locali – , andando nei ristoranti e anche a uno spettacolo del Teatro dell’Opera, si avvertiva la forte sensazione di un diffuso crescente malessere per ragioni non solo politiche ma anche e soprattutto economiche. Tirana appare come un enorme cantiere in costruzione con viali che si dipanano da un centro “storico” costruito a immagine di Latina (o meglio Littoria) quando il Regno d’Albania era in un’unione personale con quello d’Italia. Leggi il seguito di questo post »