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“Dalla presidente Marini due pesi e due misure tra Giorno del Ricordo e 25 aprile”

In Attualità on 25 aprile 2012 at 15:16

“Nel richiamare la lezione “morale e civile” e lo stile “sobrio ed autorevole dei padri costituenti” in occasione del suo messaggio per il 25 aprile, la Presidente Catiuscia Marini ha esortato a ricordare la “lezione di ieri utile anche per i tempi difficili di oggi”. In occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio, al contrario, la Presidente Marini ribadiva la necessità di “superare la memoria come fonte di rancore, perché è ovvio che la memoria rancorosa non contribuisce a rendere più unita una società, ma rappresenta solitamente un ostacolo su questo percorso”. Proprio nello spirito delle sue parole di oggi – si legge in una nota dell’associazione culturale di promozione sociale “Libera Storia” – si evince nuovamente come i rappresentanti istituzionali dell’Umbria che provengono da un humus culturale comunista applichino costantemente due pesi e due misure, perpetuando quel clima che divide i “buoni” dai “cattivi”, omettendo di ricordare che la lotta di liberazione fu prima di tutto una guerra civile, come oramai riconosciuto da tutti i più importanti storici italiani. Il 25 aprile, inoltre, continua a rappresentare l’occasione per maldestri tentativi di riproporre lo spirito di un’epoca, unica ed irripetibile, in un contesto attuale completamente diverso, finendo così per alimentare sterili dibattiti e contrapposizioni politiche che ottengono l’unico risultato di impedire il raggiungimento della tanto agognata memoria condivisa, di cui questa nazione ha disperatamente bisogno come collante sociale”.

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Foibe: “La presidente Marini ripeta queste parole anche il 27 gennaio”

In Attualità on 10 febbraio 2012 at 16:37

“Stupore e sconcerto: questo sono gli unici termini che possono essere espressi a seguito delle parole della Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, quando afferma di superare i rancori nella storia ed evitare strumentalizzazioni politiche in relazione alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata”. È quanto riferisce una nota dell’associazione culturale di promozione sociale, Libera Storia. “Ci auguriamo che la Marini ripeta gli stessi concetti, ad esempio, anche il prossimo 27 gennaio e che si faccia latrice di questo messaggio di pacificazione e distensione anche all’interno del suo partito e della sua area politica di provenienza che raramente ha applicato atteggiamenti di questo genere nei confronti degli episodi più rilevanti della recente storia contemporanea. Non è un segreto, ad esempio, che sempre nella sinistra italiana vi sia chi nega la stessa esistenza delle foibe, come ricordava un volantino affisso nella Rocco Paolina solo ieri a Perugia, o che per 70 anni si sia usata la vicenda dell’Olocausto e della Shoah come strumento di propaganda e demonizzazione di precise parti e partiti politici. Ora si chiede di usare un comportamento analogo nei confronti di un episodio storico da sempre volutamente ignorato nella storia repubblicana, riconosciuto ufficialmente solo otto anni fa, che ha interessato direttamente i nostri connazionali, e su cui solo oggi si stanno alzando i tanti veli dell’oblio che vi erano stati apposti. Il nostro auspicio – conclude la nota – è che l’atteggiamento auspicato dalla presidente Marini possa inaugurare una nuova stagione bipartisan nell’approccio alla storia ed al suo uso politico, rispettosi del principio che la storia va raccontata e non interpretata o ricostruita”.