liberastoria

Statue mai così impopolari in Italia

In Attualità on 29 agosto 2011 at 16:40

La gente non le vuole e non si risparmiano nemmeno i santi. Sgarbi: “Il problema è che sono brutte”

Roma, 28 ago. (Adnkronos) – Le statue delle nostre città non sono mai state così impopolari. Da nord a sud si moltiplicano proteste e critiche a riguardo delle nuove sculture inaugurate nelle nostre città. Da quella raffigurante beato Giovanni Paolo II nella piazza antistante la stazione ferroviaria di Termini a Roma, a quella di Totò ad Alassio, da quella raffigurante Manuela Arcuri a Porto Cesareo, provincia di Lecce, sino al busto di Guido Letta ad Aielli, provincia di L’Aquila, un vortice di voci contrarie si è levato sia contro le opere d’arte, sia contro committenti ed esecutori. E in certi casi è stato necessario rimuoverle per evitare il prosieguo delle polemiche. Il caso più recente è quello che riguarda il busto dedicato al questore di Aielli (Aq) ai tempi del fascismo Guido Letta, zio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta. La notizia che la scultura sarebbe stata finanziata a quanto pare con i soldi del fondo per il terremoto ha poi contribuito ad incendiare ancor più le polemiche tanto da far nascere un movimento che chiede la sua rimozione e l’apertura di un’indagine. Ben diverso il caso delle polemiche che riguardano la statua di papa Wojitila a Piazza dei Cinquecento a Roma, o a quelle di Padre Pio a Martina Franca (Ta) e a Bergamo: ad essere criticata in questi casi era la statua in sè, considerata dalla quasi totalità dei cittadini brutta e in alcuni casi addirittura sacrilega. Ad Alassio (Sv) invece il busto di Totò è stato tolto per mera competenza territoriale: il comico napoletano nella cittadina ligure non c’era mai stato e l’amministrazione ha preferito sostituirla con quella del conte Luigi Morteo, nobile che lasciò in eredità al comune gran parte dei suoi averi. «Il problema è che quando le statue sono brutte non piacciono alla gente» dice chiaro il critico d’arte Vittorio Sgarbi all’Adnkronos. I canoni estetici da soli però non possono spiegare del tutto questa esplosione di polemiche nei confronti delle sculture, infatti,prosegue Sgarbi,«non è solo questione di bellezza o bruttezza, molto spesso è la scelta del personaggio rappresentato in queste opere ad essere sbagliata». Questione di scelte e opportunità quindi: «è completamente inutile fare una statua a Totò – aggiunge – anzi è un insulto al cinema realizzarla perchè la figura di Totò continua a vivere nella cinematografia. E lo stesso discorso – continua – lo si può fare per la statua di Manuela Arcuri. Essendo ancora viva l’attrice, è completamente inutile scolpire la sua bellezza nella pietra: non potrà mai nemmeno avvicinarsi a quella reale». Per quanto riguarda la statua di beato Giovanni Paolo II il discorso da fare si fa più complesso. L’opera «è brutta perchè non è adeguata al personaggio: quello che la gente vede – sottolinea – è questo blocco cilindrico di pietra nel quale la figura del Papa non si riesce quasi a scorgere. E lo stesso problema – continua – lo si rileva nelle statue dedicate a padre Pio. La sua raffigurazione è una delle tragedie del nostro tempo.La sua santità non appare mai nelle sculture che lo rappresentano poichè esse sono inadeguate alla figura del personaggio in questione».

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