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La rivoluzione del web compie 20 anni, nel 1991 il primo sito

In Attualità on 5 agosto 2011 at 12:57

(Agi) – Roma, 5 ago. – Come sarebbe il mondo oggi senza Google, Wikipedia, i vari Facebook e Twitter, e poi i siti di informazione, Youtube, in una parola senza Internet? Il world wide web, letteralmente «la ragnatela vasta come il mondo», cioè Internet come lo sconosciamo adesso, compie 20 anni: risale al 6 agosto 1991, infatti, la pubblicazione online del primo sito web, che per la prima volta apriva il suo indirizzo con le fatidiche «www», acronimo appunto di world wide web, inaugurando una svolta epocale che, secondo Nicholas Negroponte, «meriterebbe il Nobel per la Pace». Se l’origine di Internet risale agli anni ’60, con Arpanet, finanziato dal ministero della Difesa degli Stati Uniti, è nel 1980 che le reti (utilizzate a scopi militari e scientifici) iniziano ad essere connesse insieme tramite protocolli specifici. Ma è il 6 agosto 1991, presso il Cern di Ginevra, che il web vede la luce: il ricercatore Tim Berners-Lee aveva definito il protocollo HTTP, che permette una lettura ipertestuale dei documenti, in pratica il sistema che ci consente di saltare agilmente da una pagina all’altra, letteralmente «navigando» sulla rete. Già dal 1989 aveva in mente il grande balzo in avanti della rete verso una condivisione globale. Il primo sito web, scarno ed elementare, messo in rete da Berners-Lee, è il progenitore di decine di milioni di siti: una massa enorme di contenuti di testo, multimediali, servizi, che consente oggi di leggere il giornale, scambiarsi informazioni, vendere o acquistare, prenotare un volo e fare migliaia di altre cose comodamente seduti di fronte a un monitor. L’esplosione vera e propria di Internet risale al 1993, con la nascita del primo browser che consentiva a chiunque, da un computer connesso, di navigare sul web: si trattava di Mosaic, «padre» dei vari Mozilla e Internet Explorer di oggi. Da allora la crescita è stata impetuosa: nel 2008 erano un miliardo e mezzo le persone «in rete», nel 2013 si stima saranno 2,2 miliardi. Probabilmente la svolta tecnologica più rilevante nella storia dell’umanità dall’invenzione del motore a scoppio. A riassumerne il senso è stato lo stesso inventore della rete, Tim Barners-Lee: «Il web – ha detto – è più un’innovazione sociale che un’innovazione tecnica. L’ho progettato perchè aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo». Oggi Barners-Lee ha 56 anni: senza di lui non esisterebbero i vari Zuckerberg di Facebook, Page e Brin di Google e Wales di Wikipedia, e gli stessi Bill Gates e Steve Jobs non sarebbero quello che sono. Nel 1994 ha lasciato il Cern per il Mit di Boston, dove lavora alle nuove frontiere del vasto mare di conoscenza che lui stesso ha creato.

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