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Pio XII: O. Romano, contributo forte a condanna nazismo di Pio XI

In Storia della Chiesa (1860-presente) on 15 gennaio 2011 at 20:27

(Ansa) – Città del Vaticano, 13 gen – Eugenio Pacelli, allora segretario di Stato di Pio XI e futuro papa Pio XII, ebbe piena responsabilita’ sia nella forma che nei contenuti della enciclica di Pio XI ”Mit brennender Sorge” che condanno’ nazismo e razzismo. Lo afferma Thomas Brechenmacher, dell’universit di Potsdam, in un saggio pubblicato sull’Osservatore romano, testo di una conferenza che sara’ pronunciata nel corso di un seminario dell’Ecole Francaise a Roma. Brechenmacher, attraverso una ampia analisi della genesi dell’enciclica, confuta indirettamente l’accusa a Pacelli di essere stato piu’ prudente nel condannare il nazismo di quanto fu il predecessore nella ”Mit brennender”. D’altra parte lo studioso di Potsdam attribuisce al futuro Pio XII un ”assurdo atteggiamento diplomatico, estrema cautela che caratterizzava il contegno piu’ generale di Pacelli verso la Germania nazista”. Il saggio di Brechenmacher esamina attraverso documenti anche il dibattito tra Pio XI, vescovi tedeschi e Pacelli circa la denuncia o meno da parte della Chiesa del concordato con la Germania naziasta, per concludere che ne’ Pio XI, ne’ Pacelli ne’ i presuli tedeschi peccarono di ”disponibilita’ a scendere a compromessi con il nazionalsocialismo”. ”La scelta di redigere una lettera pontificia – scrive Brechenmacher – scaturí dunque da un complesso gioco di scambi tra i protagonisti della politica curiale, Papa e segretario di Stato, e gli esponenti piú in vista dell’episcopato tedesco. Pacelli fu responsabile sia della forma, sia del contenuto dell’enciclica: fu lui, sulla base della bozza predisposta da Faulhaber e con il sostegno e l’aiuto di molti consiglieri come Leiber, Kaas e Led¢chowski, a determinarne il tenore accusatorio”. ”Il suo ruolo di primo piano – prosegue il saggio – si dovette senza dubbio al fatto che Pio XI era limitato nell’attività dalla grave malattia che lo aveva colpito. D’altra parte tra Pontefice e segretario di Stato esisteva un’intesa di fondo, e Pio XI aveva una fiducia granitica nella capacità di giudizio di Pacelli, in particolare in merito alla Germania. Le parole del segretario di Stato – e’ la conclusione – erano dunque in sintonia con la volontà papale”.

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