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Nazismo: Germania respinge richiesta greca per strage Distomo e Papandreou ricorre a L’Aja

In Nazionalsocialismo (1933-1945) on 15 gennaio 2011 at 20:21

(Ansa) – Berlino, 13 gen – Il governo tedesco ha respinto oggi le richieste della Grecia di compensazioni per il massacro di 218 cittadini greci nel giugno del 1944 a Distomo da parte delle SS. Il ‘no’ segue l’annuncio di ieri del premier greco Giorgio Papandreou di un ricorso di Atene al Tribunale dell’Aja nella vertenza fra Italia e Germania per questi ris Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle (Fdp), ha detto di non capire l’iniziativa di Atene, sottolineando che il governo federale tedesco si aspetta il rispetto della ”immunita’ della Germania come Stato”. In Germania ”conosciamo la nostra responsabilita’ per la nostra storia – ha commentato il ministro -. Tuttavia, rimaniamo fermamente sulla nostra posizione e siamo fiduciosi che la nostra interpretazione giuridica prevarra’ davanti alla Corte”. Finora nessun risarcimento e’ stato pagato ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime, che hanno fatto ricorso anche ai tribunali italiani. Nel 2008 la Corte di cassazione di Roma delibero’ che le sentenze greche erano applicabili in Italia e venne quindi pignorata una villa di proprieta’ tedesca e poi i crediti delle Ferrovie tedesche nei confronti dell’Italia. La Germania e’ gia’ ricorsa all’Aja contro questa sentenza. Il ministro degli esteri greco Dimitri Droutsas ha oggi definito ”un’iniziativa di grande valore simbolico” la decisione di Atene di ricorrere all’Aja a fianco dell’Italia al fine di ottenere indennizzi per le vittime della strage nazista di Distomo nella Grecia occupata. Una decisione che interrompe decenni di inerzia e sembra riaprire la porta a richieste di riparazioni generali di guerra da parte dello stato greco. ”La decisione di Papandreou e’ un fatto di particolare importanza perche’ per la prima volta dopo anni Atene riapre il problema delle riparazioni di guerra, e per di piu’ in mezzo ad una grave crisi economica” scrive oggi il quotidiano conservatore Kathimerini.”Distomo e’ una cosa distinta dalle riparazioni generali di guerra, anche se quest’ultima questione rimane aperta” dice all’Ansa il portavoce del ministero degli esteri, Gregori Delavekuras. Ieri il premier Giorgio Papandreou aveva sottolineato come la decisione di adire il Tribunale internazionale ad appena due giorni dalla scadenza dei termini obbediva all’imperativo di ”onorare la memoria di coloro che si sacrificarono per la propria patria”. Papandreou aveva aggiunto che e’ stata una decisione difficile anche per la necessita’ di tener conto degli ”interessi generali del paese in un periodo cruciale per la nostra patria”. E oggi Atene ha quasi ignorato le parole del capo della diplomazia tedesca, Guido Vestervelle che ha definito ”incomprensibile” la posizione di Atene. Non sono mancate in Grecia voci critiche, come quelle dei comunisti e di Manolis Glezos, l’ex partigiano Presidente del Consiglio per le rivendicazioni di guerra. Per Glezos il modo con cui Atene ha affrontato il problema di Distomo ”rimane vergognoso” continuando a lasciare sopratutto all’Italia il compito di ”difendere gli interessi greci”. Ma la maggior parte delle reazioni sono positive perche’ Distomo rappresenta una spina nel cuore dell’orgoglio nazionale, da quando il 10 giugno del 1944 un’unita’ delle SS massacro’ nel corso di una rappresaglia 218 persone.I colpevoli non sono mai stati puniti. Nel 2000 il Tribunale supremo greco sentenzio’ a favore di riparazioni per 28 milioni di euro. Berlino non pago’, costringendo la parte civile a chiedere il pignoramento dell’ Istituto Goethe di Atene, che il governo greco pero’ blocco’. In seguito a cio’ le vittime fecero ricorso ai tribunali italiani. Nel 2008 la Corte di cassazione di Roma delibero’ che le sentenze greche erano applicabili in Italia e venne quindi pignorata una villa di proprieta’ tedesca. La Germania ricorse quindi all’Aja dopo aver dato status diplomatico alla residenza. Adesso e’ sceso in campo il governo greco, cui l’opposizione di sinistra ha insistentemente chiesto di riaprire con Berlino la questione delle riparazioni generali di guerra tedesche, mai versate. Una ferita che la crisi finanziaria non aiuta a cicatrizzare .

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